Vincenzo è veterinario, cacciatore e pescatore. «Mi piace il contatto con la natura», dice quasi a spiegare come mai così tante passioni lo portino a contatto continuo con gli animali e l’ambiente che li ospita. Vincenzo, arrivato alla sua ennesima barca, ma sempre vista con l’occhio di chi in mare ha bisogno di un mezzo cui fare affidamento per dedicarsi alla sua passione ittica. «Sono andato in mare da sempre, sin da bambino. E ho cominciato a pescare dopo pochissimo. Per questo mi serve una barca che mi sia di servizio in questo senso». E per questo sarà il primo armatore a ricevere un T250VM nel 2020. «Andavo in mare con la barca di un amico. Poi, per vicende personali, unire le due necessità, dell’amico e mia, era diventato difficile. Così ho deciso di prendere una barca tutta mia.

Pescare, che passione!

Che tipo di barca era quella con cui uscivi finora di solito?
«Non era nuova, aveva circa 20 anni, ma andava benissimo. Mi piaceva anche molto, aveva però per me dei limiti dimensionali. Era lunga 6,30 metri e a me serviva qualcosa di più grande. Mi sono guardato un po’ in giro, poi, forte anche la casualità di avere un Tuccoli accanto al mio posto barca a Roccella Jonica (il primpo T28 con il flybridge, ndr) e di averlo provato con il proprietario, un mio caro amico, ho deciso di andare al salone di Genova a vedere dal vivo come poteva essere questa nuova proposta ed eccomi qua, in attesa del varo…»
Tu, che barca stavi cercando?
«Una barca da pescatore. Solida, veloce quando serve, stabile all’ancora, con tanto spazio per pescare e dove stivare al roba e pochi fronzoli inutili».

In attesa del Tuccoli T250 VM

Quindi come sarà il tuo T250VM?
«Esattamente come quello che ho visto a Genova. Una barca identica a quella di Marco Volpi, compreso il motore che sarà il Suzuki DF300B, con doppia elica controrotante su un unico asse»
Una barca da campioni del mondo… tu, che pescatore sei?
«Non un professionista, ma nemmeno da buttare via. Diciamo che mi do un 7 in pagella (ma a giudicare dalle prede che si vedono nella foto, si può dire che sia un professore di manica non troppo larga quando deve valutare se stesso, ndr)».
E quante uscite a pesca ti regali, ogni anno
«Non quante vorrei, tra 70 e 80 uscite. Non necessariamente da tutto il giorno, magari anche solo di qualche ora. Purtroppo il lavoro mi vincola e sto aspettando di andare finalmente in pensione per poter spendere più giorni in mare».
E che pesca pratichi?
Pesca al tonno, bolentino di profondità e traina. Diciamo che mi sono specializzato in queste tre attività. Anche se mi rendo conto che con altri tipi di pesca potrei imparare qualcosa di nuovo (ride)».

Perché si sceglie un Tuccoli

Vincenzo con la figlia Giulia, anche lei veterinaria.

Quando hai visto il Tuccoli T250VM che cosa ti ha colpito maggiormente?
«Il disegno della carena. E dopo averla provata ho trovato conforto in ciò che avevo immaginato vedendo quelle forme di scafo. Poi l’estetica in generale e le finiture. Non se ne vedono molte di barche così. E di sicuro non a questi costi e pensate per i nostri mari. E infine mi sono piaciute le persone, tantissimo. Diciamo che sono state molto efficaci nel convincermi che stavo facendo il passo giusto.
Grazie dei fiori, Vincenzo. E qualche difetto che hai visto ce lo vuoi dire?
«Più che difetto sono errori di gioventù, che credo siano normali in un prototipo come il T250VM che ho visto io. Dettagli che in parte erano già stati presi in considerazione dal cantiere e altri che ho richiesto io di sistemare. Qualche tipo di cerniera, qualche chiusura, cose minori, insomma: solo finiture, nulla di strutturale».
E a questo punto non ci resta che dare appuntamento a Vincenzo all’inizio di marzo quando gli saranno consengate le chiavi della barca dai nostri due Marco: Tuccoli, il costruttore, e Volpi il pescatore. Roccella Jonica, arriviamo! (anche perché a giudicare dalle immagini Vincenzo è pure un gran cuoco…)