Alberto, è alla sua prima esperienza da armatore di un cabinato. Ha scelto il Tuccoli T280 fuoribordo, ma in versione custom fuoriserie. Perché questa scelta? Lui la racconta così:

Un incontro avvenuto per caso

Ho conosciuto le barche Tuccoli per caso. Nel porto di Lavagna era ormeggiato un Tuccoli 370, l’ho notato e mi sono poi documentato sul cantiere. Mi ero fatto l’idea che i Tuccoli fossero barche solide, performanti, sicure, asciutte… Sensazioni completamente confermate nel corso della prova in acqua con il T280 fuoribordo. Con Alessandro e Tommaso, che ringrazio particolarmente per la dedizione, siamo usciti in un giorno di agosto con un’onda di due metri e pioggia e vento fortissimi!!! Nonostante la situazione, mi sentivo in totale sicurezza.

Io ho scelto un Tuccoli perché è una barca che mi consente di vivere il mare o il lago a 360 gradi, con la mia numerosa famiglia, ho ben 4 figli, in totale sicurezza e comodità nonostante le dimensioni “ridotte” (è comunque un 28’!!). Si è aggiunta poi un’intervista in cui Marco Tuccoli dichiarava: «le nuove Tuccoli strizzano un occhio alla famiglia»… direi che è stata determinante! Al cantiere poi mi sono venuti incontro per soddisfare le mie necessità. Tant’è vero che abbiamo definito una versione custom fuoriserie con due cabine anziché una sola. Le due cabine sono una necessità vista l’ampiezza della famiglia, lo spazio non basta mai!!

La scelta del prototipo

La scelta della motorizzazione Mercury è invece dipesa dalle performance (consumi e potenza) del nuovo V8 nonché dalla possibilità di associarli al joystick di manovra, che a mio avviso è veramente una rivoluzione, soprattutto per chi, come il sottoscritto, non è un lupo di mare…..e soprattutto permette di governare l’imbarcazione in fase di ormeggio in modo ottimale, anche senza persone esperte a bordo.

Ho preferito chiedere un one off, a un cantiere, invece che rivolgermi a un produttore che ha già in listino una barca con il layout desiderato perché nel mercato non ho trovato modelli con le caratteristiche del Tuccoli 280, con un analogo rapporto prezzo/qualità. In più mi è stata data la possibilità di partecipare al progetto, affiancando lo studio di progettazione interno al cantiere (non so quanti cantieri di piccola dimensione hanno questo plus) individuando insieme a loro delle soluzioni che, spero, potranno entrare negli standard del modello a due cabine!

La particolare pianta del T280 Fuoriserie voluto da Alberto. La cucina è posta in pozzetto, dietro alla seduta di guida.

Non pesco, ma voglio un fisherman Tuccoli

Ho scelto le barche del cantiere di Collesalvetti nonostante né io né alcuno dei miei familiari pratichiamo la pesca. Però mi è sembrato naturale cercare loro per avere la mia prima imbarcazione cabinata con cui spero di poter navigare almeno tre settimane di “crociera” estiva oltre ai week end. Tendenzialmente uso la barca per visitare località difficilmente raggiungibili da terra, per intenderci come le isole dell’Arcipelago della Maddalena, la Croazia (isole Incoronate), Grecia isole ioniche, arcipelago Toscano. Abitando vicino al lago ed essendo il 280 trasportabile con un camion e senza scorta (è largo 3,04 metri!!!) lo porterò anche sul lago, anzi spero di riuscire a navigare anche in altri laghi mai completamente visti (Maggiore e Garda).

Principalmente la barca la utilizzo con la famiglia e solitamente siamo in compagnia di amici, chi con il gommone, chi con la barca. E, sinceramente, spero per loro che a breve passino a un Tuccoli!!